TESTO UNICO FARMACEUTICA, LA SVOLTA DELLA RIFORMA

La riforma del Testo unico farmaceutica mira a riordinare la complessa normativa del settore entro il 2026, migliorando accesso ai farmaci, sostenibilità economica e governance del sistema sanitario, con il contributo di istituzioni, industria e cittadini.

Testo unico farmaceutica: la riforma della normativa sui medicinali entra nel vivo e punta a ridisegnare in profondità uno dei pilastri del Servizio sanitario nazionale. Il confronto sul nuovo assetto legislativo è stato al centro di un digital talk promosso da Adnkronos. Riuniti rappresentanti delle istituzioni, dell’industria e delle associazioni civiche per discutere obiettivi, criticità e opportunità di un cambiamento atteso da anni.

TESTO UNICO FARMACEUTICA E RIORDINO NORMATIVO

Il sistema che regola oggi il settore farmaceutico italiano è frammentato in oltre cento leggi e centinaia di provvedimenti attuativi. Una stratificazione che, nel tempo, ha reso complessa la gestione dell’accesso ai farmaci, del controllo della spesa e dell’organizzazione dei servizi. Il Testo unico farmaceutica nasce con l’obiettivo di semplificare e razionalizzare questo quadro, creando una cornice normativa più chiara e coerente, capace di rispondere alle trasformazioni demografiche e sanitarie del Paese.

La bozza del disegno di legge delega affida al Governo il compito di adottare, entro il 2026, uno o più decreti legislativi per un riordino organico della materia, con ricadute dirette su cittadini, imprese e sistema sanitario.

TESTO UNICO FARMACEUTICA TRA ACCESSO E SOSTENIBILITÀ

Nel confronto, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha sottolineato un aspetto importante. “La riforma del Testo Unico sulla legislazione farmaceutica nasce per rendere il farmaco più accessibile al cittadino e per creare opportunità per un comparto che in Italia vale circa 56 miliardi di euro”. Un settore strategico, chiamato però a trovare un equilibrio tra innovazione terapeutica e sostenibilità economica, soprattutto in una società che invecchia e convive sempre più con patologie croniche.

L’INDUSTRIA DEI GENERICI

Dal punto di vista industriale, il presidente di Egualia, Stefano Collatina, ha evidenziato il ruolo centrale dei farmaci equivalenti e biosimilari. Essi sono, infatti, fondamentali per garantire cure diffuse e risparmi strutturali. Allo stesso tempo, ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà produttive legate a prezzi bloccati da anni e all’aumento dei costi. Questi ultimi rischiano di tradursi in carenze di medicinali essenziali.

Per Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, un Testo unico può garantire maggiore equità territoriale e una strategia più uniforme sull’accesso ai farmaci. In questo modo si rafforza anche il ruolo delle associazioni civiche nei processi decisionali e l’attenzione ai farmaci equivalenti per migliorare l’aderenza terapeutica.

GOVERNANCE DELLA SPESA

Un passaggio chiave riguarda la revisione dei tetti di spesa e dei meccanismi di payback. Il presidente della Commissione Affari sociali della Camera, Ugo Cappellacci, ha spiegato che la delega punta su regole certe, trasparenza dei dati e collaborazione Stato-Regioni, elementi indispensabili per una governance moderna e stabile del farmaco.

L’obiettivo finale, condiviso nel dibattito promosso da Adnkronos, è arrivare entro il 2026 a una riforma strutturale capace di tenere insieme innovazione, controllo della spesa e prossimità delle cure.

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