NUOVE REGOLE PER I MEDICI DI FAMIGLIA CON LE CASE DI COMUNITÀ

Nuove regole per i medici di famiglia impegnati nelle Case di Comunità. L’accordo nazionale aumenta il compenso orario, definisce l’organizzazione del servizio e riaccende il dibattito sulla libertà di scelta dei cittadini.
CASE DI COMUNITÀ, VIA LIBERA ALLA PRESENZA DEI MEDICI DI FAMIGLIA

Raggiunta l’intesa nazionale che disciplina l’attività dei medici di medicina generale nelle Case di Comunità. Previsti turni fino a sei ore settimanali e una retribuzione oraria uniforme su tutto il territorio. Il provvedimento rappresenta un passaggio fondamentale per il rafforzamento dell’assistenza territoriale e per il completamento degli obiettivi previsti dal PNRR.
CASE DELLA COMUNITÀ, NUOVO RUOLO PER I MEDICI DI BASE

Le Case della Comunità entrano in una nuova fase organizzativa. Un recente indirizzo nazionale prevede una remunerazione specifica per i medici di medicina generale impegnati nelle strutture territoriali. L’obiettivo è rafforzare l’assistenza sanitaria di prossimità, rendendo operative le nuove sedi previste dal PNRR e garantendo una presenza costante dei professionisti sul territorio.
CASE DI COMUNITÀ, IL NODO DEGLI INFERMIERI

Mentre si avvicinano le scadenze del PNRR per l’attivazione delle Case di Comunità, cresce il dibattito sul ruolo degli infermieri di famiglia e comunità. Tra carenza di personale, inquadramento professionale ancora incerto e trattative contrattuali aperte, il sistema sanitario territoriale è chiamato a sciogliere uno dei suoi nodi più delicati.
SANITÀ DIGITALE, L’AI CAMBIA OSPEDALI E VISITE: SPESA DA 2,7 MILIARDI

La sanità digitale in Italia continua a crescere grazie agli investimenti del Pnrr e all’espansione dell’Intelligenza artificiale. Medici, infermieri e cittadini utilizzano sempre più strumenti AI, ma restano forti criticità legate alla formazione e all’integrazione dei sistemi digitali nelle strutture sanitarie.
NUOVE LAUREE PER INFERMIERI SPECIALISTI, CAMBIA LA SANITÀ

Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti che introducono tre nuove lauree magistrali per infermieri specialisti. Le nuove figure avranno competenze avanzate nelle cure territoriali, pediatriche e intensive, con possibilità di prescrivere ausili e dispositivi assistenziali.
CASE DI COMUNITÀ, MEDICI IN ALLERTA SULLA RIFORMA

La riforma della sanità territoriale rilancia il ruolo delle case di comunità ma incontra le perplessità dei medici di base. Tra i nodi principali: contratto da dipendenti, inclusione dei giovani, distribuzione delle funzioni e sistema di incentivi. La categoria chiede modifiche per garantire sostenibilità e qualità dell’assistenza.
DAL PEDIATRA FINO A 18 ANNI E MEDICI DI BASE NELLE CASE DI COMUNITÀ: LA RIFORMA TRA OSTACOLI E INCERTEZZE

Le Case di comunità entrano nel vivo della riforma sanitaria con l’estensione dei pediatri fino a 18 anni e il coinvolgimento dei medici di base. Restano però criticità legate alla carenza di personale e alle opposizioni alla riforma.
CASE DI COMUNITÀ E MEDICI DI BASE, SVOLTA IN ARRIVO: IL NUOVO MODELLO

Il Governo prepara un decreto per riorganizzare la medicina territoriale: i medici di base potranno restare convenzionati oppure diventare dipendenti del Servizio sanitario. Obiettivo principale: rendere operative le Case di comunità finanziate dal Pnrr.
MEDICI FINO A 72 ANNI: SVOLTA PNRR TRA SANITÀ E NUOVE REGOLE

Il decreto PNRR introduce la possibilità di avere medici fino a 72 anni, misura chiave per affrontare la carenza di personale sanitario. Accanto a questa novità, arrivano cambiamenti su documenti, Isee, assegno unico e università, con l’obiettivo di rendere più efficienti i servizi pubblici.
PROROGA FINO AL 2027 PER I MEDICI DI FAMIGLIA: LAVORO ESTESO FINO A 72 ANNI

La proroga fino al 2027 permette ai medici di famiglia di restare in servizio fino a 72 anni su base volontaria. La misura punta a contrastare la carenza di personale sanitario, ma resta una soluzione temporanea.
SANITÀ TERRITORIALE, ITALIA IN CRISI E DIVARIO CON L’EUROPA

La sanità territoriale italiana è in ritardo rispetto all’Europa: filtro inefficace, scarsa continuità assistenziale e gestione debole della cronicità aumentano costi e pressione sugli ospedali.
