Sanità privata, quasi otto anni di attesa per il rinnovo del contratto nazionale e una trattativa che non ha ancora prodotto una soluzione definitiva. La FIALS Emilia-Romagna denuncia lo stallo del CCNL AIOP-ARIS, scaduto il 31 dicembre 2018, e chiede aumenti retributivi adeguati, maggiori tutele e tempi certi. Al centro dell’intervento del segretario regionale Alfredo Sepe ci sono le condizioni di migliaia di lavoratori che continuano a garantire prestazioni essenziali senza il riconoscimento economico e professionale richiesto dal sindacato.
«Le strutture private accreditate lavorano e vengono finanziate all’interno del Servizio sanitario, ma quando si tratta di riconoscere salario e diritti ai dipendenti improvvisamente le risorse non bastano mai. Ora basta: il tavolo deve produrre un contratto vero», afferma Sepe.
Sanità privata, FIALS denuncia quasi otto anni senza rinnovo
La FIALS Emilia-Romagna esprime estrema preoccupazione per una situazione che coinvolge infermieri, OSS, tecnici, amministrativi e tutti gli altri professionisti della sanità privata accreditata. Durante questi quasi otto anni, sottolinea il sindacato, i dipendenti hanno continuato a garantire ogni giorno l’assistenza ai cittadini, mentre il loro contratto nazionale è rimasto fermo.
«Non è più accettabile», dichiara Alfredo Sepe, segretario regionale FIALS Emilia-Romagna. «Da mesi assistiamo a incontri, dichiarazioni, ipotesi di incremento dei DRG, emendamenti, richieste di finanziamento, confronti tra Governo, Regioni e associazioni datoriali. Nel frattempo, però, il lavoratore continua ad aprire la propria busta paga e a trovare una retribuzione figlia di un contratto scaduto nel 2018.»
Sanità privata, tariffe e DRG non possono bloccare gli stipendi
Il sindacato non nega la necessità di adeguare le tariffe riconosciute alle strutture accreditate né il problema della sostenibilità economica del sistema. Per la FIALS, tuttavia, la sostenibilità delle imprese non può essere costruita congelando per anni gli stipendi dei dipendenti.
AIOP e ARIS hanno continuato a porre al centro del confronto l’aggiornamento delle tariffe e delle risorse destinate alla sanità privata accreditata. Una questione che riguarda Governo e Regioni e che, secondo l’organizzazione sindacale, deve trovare una soluzione senza diventare l’ennesima giustificazione per rinviare il rinnovo del CCNL.
«I lavoratori non sono un capitolo residuale del bilancio della sanità privata», prosegue Sepe. «Non possiamo accettare il principio secondo cui prima bisogna garantire ogni copertura alle aziende e soltanto dopo, eventualmente, si può discutere dello stipendio di chi manda avanti ospedali, cliniche e strutture accreditate. Il costo del lavoro non è un inconveniente: è il costo della qualità dell’assistenza.»
Sanità privata, il divario con il pubblico alimenta la fuga di personale
A rendere più grave il quadro, evidenzia la FIALS Emilia-Romagna, è il crescente divario con il settore pubblico. Le strutture private accreditate competono quotidianamente con il Servizio sanitario pubblico per assumere e trattenere infermieri, tecnici e professionisti sanitari.
Secondo il sindacato, senza un adeguamento economico significativo e una reale valorizzazione delle professionalità, la fuga di personale verso il pubblico continuerà inevitabilmente ad aumentare. Non è possibile, sostiene la FIALS, pretendere le stesse competenze, le stesse responsabilità e gli stessi standard assistenziali riconoscendo condizioni economiche profondamente differenti.
Sanità privata, le richieste FIALS per il nuovo contratto
La FIALS Emilia-Romagna chiede di portare immediatamente il confronto sul terreno concreto del rinnovo contrattuale. Le priorità indicate comprendono aumenti retributivi adeguati, valorizzazione professionale, revisione degli istituti normativi, tutele, organizzazione del lavoro e welfare, insieme a strumenti capaci di ridurre realmente il divario con il comparto pubblico.
La richiesta centrale resta quella di definire tempi certi, superando una successione di incontri e rinvii che non ha ancora consentito di arrivare alla firma.
«Dopo quasi otto anni non accetteremo un altro calendario fatto di rinvii», attacca Sepe. «Se esistono risorse pubbliche aggiuntive destinate al sistema della sanità privata accreditata, deve esserci un legame chiaro, verificabile e stringente con il rinnovo del contratto e con il miglioramento delle condizioni economiche dei lavoratori.»
Sanità privata, Sepe chiede responsabilità sul sistema degli accreditamenti
Per la FIALS Emilia-Romagna è necessario aprire anche una riflessione politica seria sul sistema degli accreditamenti e sulle responsabilità delle strutture che operano all’interno del Servizio sanitario.
«Chi opera per conto del Servizio sanitario, eroga prestazioni finanziate con denaro pubblico e partecipa alla programmazione sanitaria regionale deve assumersi anche una precisa responsabilità sociale nei confronti dei propri dipendenti. Non possiamo avere una sanità privata accreditata moderna nelle tecnologie e ferma al 2018 nei contratti», sottolinea Sepe.
Il richiamo del sindacato riguarda quindi il rapporto tra finanziamenti pubblici, programmazione sanitaria e riconoscimento dei diritti dei lavoratori, considerati parte fondamentale della qualità dell’assistenza.
Sanità privata, FIALS non esclude iniziative sindacali
La FIALS Emilia-Romagna seguirà con la massima attenzione le prossime fasi del confronto nazionale e non esclude iniziative sindacali qualora dovesse proseguire una situazione di immobilismo.
«Il messaggio ai lavoratori è semplice: non intendiamo rassegnarci. Il contratto deve essere rinnovato e deve essere rinnovato bene. Non chiediamo favori, chiediamo che venga finalmente riconosciuto economicamente e professionalmente il lavoro di migliaia di persone che ogni giorno garantiscono una parte fondamentale della sanità del nostro Paese», conclude Alfredo Sepe.
Per la FIALS Emilia-Romagna, otto anni sono già troppi: adesso servono il tavolo, le risorse e soprattutto la firma di un contratto dignitoso.
