SALUTE MENTALE AUSL BOLOGNA, SEPE (FIALS): «STOP ALLA PRONTA DISPONIBILITÀ INFERMIERISTICA DECISA SENZA CONFRONTO»

Fials Emilia-Romagna diffida l’Ausl di Bologna, Massimiliano Nocera e Barbara Cacciari dall’avviare senza confronto sindacale la pronta disponibilità infermieristica nell’Area Salute Mentale. Sepe chiede la sospensione del progetto previsto dal 15 ottobre e dati completi su organici, turni, riposi, modalità di chiamata e risorse.

La pronta disponibilità infermieristica nell’Area Omogenea Salute Mentale e Dipendenze Patologiche del Distretto di Bologna non può essere introdotta senza un preventivo confronto con le organizzazioni sindacali. È la posizione di Fials Emilia-Romagna, che ha formalmente diffidato Massimiliano Nocera e Barbara Cacciari, insieme all’Azienda Usl di Bologna, dall’avviare unilateralmente la sperimentazione del nuovo modello organizzativo.

Il sindacato ha chiesto la sospensione immediata del progetto e la convocazione urgente del tavolo sindacale.

La documentazione acquisita da Fials prevede la reintroduzione, in via sperimentale e per almeno sei mesi, della pronta disponibilità degli infermieri operanti nell’area della Salute Mentale.

Pronta disponibilità infermieristica dal 15 ottobre

Il progetto prevede inizialmente il coinvolgimento degli infermieri delle strutture attive 24 ore su 24, partendo da RTI, RTRE e Degenza Minori. In una fase successiva la misura dovrebbe essere estesa anche agli SPDC.

La programmazione dovrebbe avere cadenza trimestrale. Secondo quanto indicato nella stessa proposta, per ciascun operatore sarebbero previsti due o tre turni di pronta disponibilità ogni trimestre.

A rendere ancora più grave la situazione, secondo Fials, è il fatto che la sperimentazione risulti già programmata: la partenza è prevista per il 15 ottobre 2026, una prima verifica dovrebbe svolgersi nel gennaio 2027, mentre la conclusione della fase sperimentale è fissata entro maggio 2027.

«Qui non stiamo parlando di una scelta organizzativa marginale – dichiara Alfredo Sepe, segretario regionale Fials Emilia-Romagna –. Si introduce un istituto che incide direttamente sulla vita lavorativa degli infermieri, sulla turnistica, sui tempi di riposo, sulla disponibilità fuori dall’orario ordinario e sull’organizzazione complessiva dei servizi. Prima di partire devono convocare il sindacato. Punto».

Pronta disponibilità infermieristica e carenza di personale

Fials evidenzia che la stessa proposta aziendale motiva l’introduzione della pronta disponibilità facendo riferimento alle difficoltà che emergono durante gli accompagnamenti urgenti degli utenti in Pronto Soccorso, alla necessità di mantenere i livelli minimi di assistenza e agli episodi di eteroaggressività che si verificano nei servizi.

Per il sindacato è proprio questo il nodo centrale della vertenza.

«Se esistono difficoltà nel garantire i minimi assistenziali, episodi di aggressività e criticità nella gestione delle urgenze, allora bisogna verificare prima di tutto se gli organici siano sufficienti. Non consentiremo che eventuali carenze strutturali di personale vengano coperte mettendo gli infermieri in pronta disponibilità», sottolinea Sepe.

Secondo Fials, dunque, la riorganizzazione non può essere presentata come una semplice decisione interna, poiché incide direttamente sui turni, sulle disponibilità, sui riposi e sulle condizioni di lavoro del personale infermieristico.

Fials chiede la sospensione immediata del progetto

Fials Emilia-Romagna ha chiesto l’immediata sospensione di ogni atto attuativo. La richiesta riguarda anche la predisposizione delle turnistiche, l’individuazione dei lavoratori da inserire nella pronta disponibilità e qualsiasi altra disposizione organizzativa collegata alla sperimentazione.

Massimiliano Nocera e Barbara Cacciari, secondo il sindacato, devono convocare immediatamente Fials al tavolo e fornire tutti i dati relativi al progetto.

In particolare, l’organizzazione sindacale chiede informazioni dettagliate sugli organici disponibili, sui criteri di rotazione, sulle fasce orarie interessate, sulle modalità di chiamata, sui riposi, sulle risorse economiche stanziate e sulle reali conseguenze che il nuovo modello potrebbe determinare sul personale.

Sepe (Fials): «Pronti a tutelare i lavoratori in ogni sede»

«La nostra è una diffida formale – conclude Sepe –. Se qualcuno pensa di arrivare al 15 ottobre e partire comunque senza aver svolto il confronto sindacale, si sbaglia. Fials tutelerà fino in fondo le proprie prerogative e i lavoratori interessati, anche nelle sedi giudiziarie competenti. Non siamo disponibili a essere informati a decisioni già prese: vogliamo il confronto prima che la riorganizzazione venga attuata».

La posizione del sindacato è netta: una riorganizzazione capace di incidere in maniera così rilevante sull’attività e sulla vita degli infermieri deve essere discussa preventivamente. Per Fials, prima dell’avvio della sperimentazione è necessario aprire il confronto, verificare la consistenza degli organici e valutare tutte le ricadute assistenziali, economiche e lavorative.

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