Salute mentale AUSL Bologna, stop alla riorganizzazione così come era stata prospettata nelle scorse settimane. A comunicarlo è la FIALS Emilia-Romagna, che riferisce di aver ottenuto il risultato durante il tavolo sindacale del 1° ottobre 2026, al termine di un percorso di contestazioni formali, diffida e richieste di confronto.
Il progetto riguardava l’Area Salute Mentale e Dipendenze Patologiche. Secondo la ricostruzione della FIALS, la trattativa ha impedito che la riorganizzazione proseguisse nelle modalità inizialmente previste.
Salute mentale AUSL Bologna: dalla diffida allo stop
Fin dall’avvio della vertenza, FIALS aveva contestato modifiche dell’organizzazione del lavoro adottate senza un confronto effettivo con i rappresentanti del personale. Al centro delle preoccupazioni figuravano turni, pronta disponibilità, carichi di lavoro, organici e assetti assistenziali.
«Il risultato di oggi non è piovuto dal cielo e non è il frutto di dichiarazioni di circostanza», afferma Alfredo Sepe, segretario regionale FIALS Emilia-Romagna.
«È il risultato di una precisa azione sindacale: abbiamo contestato il progetto, abbiamo diffidato l’Azienda, abbiamo preteso il confronto e oggi, durante la trattativa, abbiamo mantenuto la nostra posizione fino a ottenere lo stop».
Il sindacato rivendica quindi la successione degli interventi: prima la diffida, successivamente la sospensione, poi il confronto del 1° ottobre e, infine, lo stop alla riorganizzazione nella forma originariamente impostata.
Salute mentale AUSL Bologna: FIALS rivendica il proprio ruolo
Nel comunicato, FIALS interviene anche sulla partecipazione delle altre sigle. Secondo quanto riferisce l’organizzazione, CGIL e UIL non erano presenti alla trattativa, mentre l’azione della CISL, nella valutazione espressa dalla FIALS, non avrebbe prodotto elementi decisivi per il risultato finale.
«Quando arriveranno i comunicati e qualcuno proverà magari ad intestarsi il risultato, è bene che i lavoratori sappiano come sono andate realmente le cose», prosegue Sepe.
«CGIL e UIL non erano al tavolo. Dalla CISL non abbiamo visto iniziative capaci di modificare concretamente la situazione. FIALS, invece, era presente, ha posto il problema, ha sostenuto le proprie ragioni e ha ottenuto che quella riorganizzazione venisse fermata».
Per FIALS, la rivendicazione riguarda la credibilità dell’azione sindacale nei confronti del personale.
«I lavoratori non hanno bisogno di sindacati che arrivano dopo a raccontare i risultati», continua Sepe. «Hanno bisogno di organizzazioni che siano presenti quando bisogna esporsi, quando bisogna contestare un provvedimento e quando bisogna sedersi davanti all’Azienda e dire no. Oggi FIALS lo ha fatto».
Salute mentale AUSL Bologna: le condizioni per ogni futuro progetto
La vertenza interessa un ambito particolarmente delicato, nel quale le scelte organizzative incidono sulla gestione dei servizi e sulle condizioni quotidiane degli operatori.
FIALS ribadisce che qualsiasi futura proposta dovrà considerare le condizioni effettive dei reparti, le dotazioni organiche, i carichi assistenziali e le esigenze dei professionisti coinvolti.
«Questo è un risultato dei lavoratori e per i lavoratori», conclude Sepe.
«Ma è corretto dire con chiarezza chi ha combattuto questa battaglia. FIALS non si è limitata a commentare: è intervenuta, ha diffidato, ha portato la questione al tavolo e oggi ha ottenuto un risultato concreto. Chi oggi beneficia di questo stop deve sapere che dietro c’è un lavoro sindacale preciso. Continueremo a vigilare affinché nessuno provi domani a riproporre dalla finestra ciò che oggi siamo riusciti a fermare dalla porta».
