Spogliatoi del personale AUSL Romagna a Rimini al centro di una diffida di FIALS Emilia-Romagna. Il sindacato denuncia le condizioni dei locali destinati ai dipendenti e chiede alla Direzione aziendale un intervento immediato e strutturale.
Secondo FIALS, gli spogliatoi sarebbero utilizzati da circa 700 lavoratori, che avrebbero a disposizione appena tre servizi igienici e tre docce. Gli ambienti, riferisce il sindacato, sarebbero estremamente ridotti e presenterebbero numerose criticità sul piano della funzionalità, della manutenzione e dell’igiene.
«È una situazione che non siamo più disposti ad accettare – dichiara Alfredo Sepe, segretario regionale FIALS Emilia-Romagna –. Parliamo di lavoratori della sanità ai quali ogni giorno vengono chiesti responsabilità, sacrifici, disponibilità e professionalità e che poi, al termine o all’inizio del turno, devono utilizzare spogliatoi che non garantiscono condizioni adeguate di decoro e funzionalità».
Spogliatoi AUSL Romagna, le criticità segnalate a Rimini
Nella diffida FIALS elenca docce e servizi igienici malfunzionanti, scarichi inefficienti con ristagno dell’acqua, carenze nella pulizia, arredi deteriorati e spazi insufficienti. Il sindacato segnala inoltre problemi di aerazione e criticità per la privacy di chi utilizza i locali.
«Non stiamo parlando di questioni estetiche – prosegue Sepe – ma delle condizioni nelle quali centinaia di dipendenti devono cambiarsi, lavarsi e utilizzare i servizi igienici. Tre bagni e tre docce per centinaia di persone sono numeri che da soli impongono all’Azienda una verifica immediata».
FIALS chiede sopralluogo e riqualificazione degli spogliatoi
FIALS ha chiesto all’AUSL della Romagna un sopralluogo urgente e una verifica dell’effettiva adeguatezza degli spazi rispetto al numero delle persone che li utilizzano. Tra le richieste figurano il ripristino degli impianti non funzionanti, interventi straordinari di pulizia e manutenzione e un cronoprogramma preciso per la riqualificazione complessiva degli ambienti.
«L’AUSL della Romagna è un’Azienda sanitaria pubblica e dovrebbe rappresentare un riferimento proprio in materia di igiene, prevenzione e sicurezza – sottolinea ancora Sepe –. Non possiamo pretendere standard elevatissimi dai professionisti quando lavorano e poi dimenticarci delle condizioni in cui sono costretti a cambiarsi».
Il sindacato richiama anche gli obblighi previsti dalla normativa sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. In assenza di risposte e interventi concreti, FIALS annuncia che interesserà gli organi competenti di vigilanza e controllo, chiedendo le opportune verifiche.
«Non accetteremo risposte burocratiche né interventi tampone. Chiediamo una soluzione seria e definitiva. La dignità dei lavoratori non è un favore che l’Azienda può concedere: è un diritto che deve essere garantito».
