Lo sciopero Rekeep e Operosa è stato proclamato da Fials Emilia-Romagna dopo il fallimento del tentativo di conciliazione in Prefettura e il permanere dello stato di agitazione. Il personale interessato dai servizi delle due aziende incrocerà le braccia per 24 ore.
L’astensione dal lavoro avrà inizio alle ore 7 di venerdì 2 ottobre e terminerà alle ore 7 di sabato 3 ottobre 2026. Lo sciopero si svolgerà nel rispetto della normativa vigente e garantendo tutte le prestazioni indispensabili previste nell’ambito dei servizi pubblici essenziali.
La decisione rappresenta il nuovo passaggio di una vertenza che, secondo Fials, non ha ancora ottenuto risposte concrete da parte datoriale.
«Abbiamo provato la strada del confronto, abbiamo aperto lo stato di agitazione, siamo arrivati davanti alla Prefettura. La conciliazione è fallita. A questo punto i lavoratori hanno il diritto di far sentire la propria voce con lo strumento più forte che hanno: lo sciopero», dichiara Alfredo Sepe, segretario regionale Fials Emilia-Romagna.
Sciopero Rekeep e Operosa: le ragioni della mobilitazione
Alla base dello sciopero Rekeep e Operosa ci sono condizioni lavorative che Fials considera ormai non più rinviabili.
Il sindacato denuncia carichi di lavoro eccessivi, l’impiego del personale in attività non coerenti con il profilo professionale, retribuzioni ferme, l’assenza di adeguati sistemi di incentivazione e la mancata trasformazione dei rapporti di lavoro da 30 a 35 ore settimanali per i dipendenti interessati.
«Non si può continuare a pretendere sempre di più dai lavoratori mentre tutto il resto rimane fermo», attacca Sepe. «Aumentano i carichi, aumentano le responsabilità, si chiede disponibilità continua e spesso si utilizzano le persone anche in attività che non corrispondono correttamente al loro profilo. Ma quando si parla di salario, incentivi o aumento delle ore contrattuali, improvvisamente non c’è mai una soluzione».
Fials: «Basta chiedere di più senza dare nulla in cambio»
Fials pone l’attenzione anche sulla situazione dei dipendenti che da tempo chiedono il passaggio da 30 a 35 ore settimanali.
«Non stiamo chiedendo favori. Stiamo chiedendo risposte concrete a lavoratori che ogni giorno garantiscono servizi indispensabili. Non è accettabile tenere le persone in una condizione di precarietà oraria mentre contemporaneamente si lamentano difficoltà organizzative e carenze di personale», sottolinea il segretario regionale.
Per il sindacato appare contraddittorio continuare a denunciare problemi organizzativi e insufficienza degli organici senza accogliere le richieste dei lavoratori disponibili ad ampliare il proprio orario contrattuale.
Conciliazione fallita, Fials conferma lo sciopero
Il confronto svolto in Prefettura non ha permesso di raggiungere un’intesa e di chiudere la vertenza. Il verbale ha registrato l’esito negativo della procedura di conciliazione e la permanenza dello stato di agitazione sindacale.
Per Fials, lo sciopero costituisce quindi il passaggio successivo di una mobilitazione già formalmente avviata.
«Quando al tavolo non arrivano soluzioni, la responsabilità della mobilitazione non può essere scaricata sui lavoratori. Lo sciopero è la conseguenza di problemi che denunciamo da tempo e che devono finalmente essere affrontati», evidenzia il sindacato.
Durante le 24 ore di astensione saranno comunque assicurate tutte le prestazioni indispensabili previste dalla normativa e dalla regolamentazione di settore, con particolare attenzione ai servizi svolti all’interno delle strutture sanitarie e ospedaliere.
Servizi minimi, Fials richiama Rekeep e Operosa
Fials ha già richiamato Rekeep e Operosa al rigoroso rispetto delle regole relative al personale da impiegare per assicurare i servizi minimi.
Il sindacato chiede massima trasparenza nell’individuazione dei lavoratori interessati e la corretta applicazione dei criteri di contingentamento. L’obiettivo è garantire le prestazioni indispensabili senza compromettere il diritto di sciopero del personale coinvolto.
«Lo diciamo con chiarezza: il 2 ottobre i lavoratori incroceranno le braccia per 24 ore. Ma se dopo lo sciopero continueremo a non ricevere risposte su carichi di lavoro, mansioni, salari, incentivi e trasformazione delle ore contrattuali, la vertenza non finirà lì. Fials è pronta a proseguire la mobilitazione con tutti gli strumenti consentiti», avverte Sepe.
Sepe (Fials): «Il 2 ottobre è solo l’inizio»
Fials chiede alle due aziende di aprire un confronto concreto e di intervenire sulle criticità denunciate da tempo. In assenza di risposte, la mobilitazione potrebbe proseguire anche dopo lo sciopero del 2 ottobre.
«Dietro ogni servizio garantito ci sono persone. E quelle persone non possono continuare a essere considerate soltanto un costo da comprimere. Adesso Rekeep e Operosa devono scegliere: aprire un confronto vero e dare risposte, oppure assumersi la responsabilità di una vertenza destinata a proseguire», conclude Sepe.
