PRONTO SOCCORSO MONTECCHIO CHIUSO, FIALS: “TRAGEDIA DONNA MORTA? RIFORMA DONINI É UNA BESTIALITÁ”

Lettera del Sub-commissario Fials Reggio Emilia, Giuseppina Parente, dopo la tragedia di Montecchio, dove ha perso la vita una donna incinta
Fials

Il Sub-Commissario Fials Reggio Emilia, Giuseppina Parente, ha scritto una lettera aperta, indirizzata agli organi di stampa, all’indomani della tragedia consumatasi all’esterno del Pronto Soccorso di Montecchio. Così la dirigente sindacale: “Che la “riforma Donini” del sistema Emergenza-Urgenza fosse una clamorosa bestialità, la Fials Emilia-Romagna lo va urlando ai quattro venti da quando è nata. Una riforma messa in atto da un Assessore che ha sperperato milioni di euro per pagare i “mercenari del sistema sanitario regionale”, anziché aumentare gli stipendi a medici e infermieri strutturati, in maniera tale da incentivare e rendere appetibili ai professionisti le strutture sanitarie emiliano-romagnole, invece di spingerli a fuggire verso le strutture private”.

Caos ospedali

“La nascita dei CAU, di cui si fa tanto vanto, che doveva alleggerire le code e le attese nei Pronto Soccorso, mentre ciò che sta accadendo è esattamente il contrario. Così come il trasferimento delle auto mediche sempre a distanze maggiori, lasciando scoperti territori sempre più vasti . E qui mi fermo perché da qui è nata la tragedia che si è consumata a Montecchio il 12 marzo” aggiunge Parente.

“Se le riforme vengono presentate ai cittadini come innovative, come io ho potuto sentire, sia ad opera della Direttrice Generale dell’Azienda USL, che dall’Assessore in persona, senza spiegare bene alla popolazione a cosa realmente si va incontro, questi sono i risultati. Ci vuole maggiore onestà intellettuale, bisogna avere il coraggio di dire “abbiamo speso male i soldi e adesso dobbiamo tagliare servizi essenziali come i Pronto Soccorso, così che a Montecchio troverete chiuso se avrete bisogno, come a Scandiano ed anche a Correggio a partire dalle 22”.

Tagli alla sanità emiliano-romagnola

“E le automediche le abbiamo ridotte e, oltre a ridurle di numero, gli abbiamo dato anche un territorio maggiore da coprire: il trasferimento dell’automedica da Montecchio a Traversetolo, ad esempio, ha lasciato scoperto un territorio con più di 60.000 abitanti e tempi di percorrenza più che decuplicati. Così che i tempi di attesa, se chiamate, si diluiranno esponenzialmente. Ed inoltre, sui mezzi di soccorso avanzato, a breve, potreste non trovarci nemmeno più dei professionisti, ma solo dei volontari che, per l’amor di dio, per fortuna che ci sono, ma non credo possano offrire lo stesso livello di assistenza di un infermiere o di un medico del DEU. Altrimenti dobbiamo farci seriamente delle domande. E questi sono i frutti.

Pur in attesa che si faccia tutta la doverosa chiarezza su questa immane tragedia, ciò che resta sono i fatti: non si può morire nel parcheggio di un ospedale perché il pronto soccorso è chiuso, non si può morire perché i mezzi di soccorso non arrivano, non si può morire perché si resta per ore in attesa in un CAU e poi si scopre che la paziente aveva un’emorragia cerebrale, non si può morire perché durante il soccorso l’ambulanza resta in panne in mezzo al traffico, in orario di punta, non si può” si legge nella lettera aperta scritta dall’O.S.

Fials contro Donini

Chiosa finale: “E’ ora che l’Assessore si assuma davvero le proprie responsabilità, che la smetta di atteggiarsi a superuomo, che cominci ad essere un po’ più umile ma soprattutto che non disdegni il confronto serio con le organizzazioni sindacali. E non quelle che quest’estate si vantavano di aver fatto il tour con lui per promuovere la sua riforma, ma con quelle più critiche, perché, a volte, mettersi in discussione seriamente fa crescere. Caro Assessore, non perda questa occasione”.

Redazione Sanità Oggi

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