NUOVE TARIFFE NELLA SANITÀ: DAL 21 SETTEMBRE CAMBIANO VISITE ED ESAMI

Dal 21 settembre entreranno in vigore le nuove tariffe nella sanità per visite specialistiche, esami diagnostici e assistenza protesica. Il decreto aggiorna i rimborsi del Servizio sanitario nazionale, finanzia nuove apparecchiature per le Case di comunità e definisce il fabbisogno di medici e infermieri.

Le nuove tariffe nella sanità entreranno in vigore dal prossimo 21 settembre. Sarà introdotto un aggiornamento atteso da tempo per il sistema di rimborso delle prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale. Il decreto approvato in Conferenza Stato-Regioni modifica gli importi riconosciuti per centinaia di visite specialistiche, esami diagnostici e dispositivi protesici, con l’obiettivo di rendere più attuali i compensi destinati alle strutture sanitarie che operano per conto del sistema pubblico.

Il provvedimento sostituisce il precedente tariffario, superato dopo l’annullamento disposto dalla giustizia amministrativa in seguito ai ricorsi presentati da diverse strutture sanitarie private accreditate.

Nuove tariffe nella sanità: le prestazioni interessate

L’aggiornamento coinvolge 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici dell’assistenza protesica, interessando complessivamente visite mediche, esami strumentali e numerosi dispositivi destinati ai pazienti.

Tra le prestazioni che beneficeranno delle nuove tariffe figurano visite specialistiche, ecocolordoppler, esami di diagnostica vascolare, medicina nucleare, endoscopie ed elettromiografie. Sono previsti inoltre adeguamenti economici per protesi degli arti, ortesi spinali, ausili ottici e altri dispositivi destinati soprattutto alle persone con disabilità.

L’intervento punta a rendere il tariffario più aderente ai costi effettivi sostenuti dalle strutture sanitarie, dopo anni di richieste di revisione.

Più risorse per sostenere il Servizio sanitario nazionale

L’introduzione delle nuove tariffe nella sanità comporterà un incremento della spesa pubblica pari a oltre 210 milioni di euro all’anno. Tali risorse si aggiungono ai finanziamenti già stanziati per l’aggiornamento del nomenclatore tariffario.

Secondo il Governo, gli stanziamenti previsti consentiranno di sostenere il nuovo sistema di rimborsi. Sarà garantito maggiore equilibrio economico alle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale.

Resta però il malcontento di una parte delle strutture private accreditate, che giudicano ancora insufficienti gli importi previsti, sostenendo che il rischio sia quello di ridurre l’offerta di servizi e contribuire ad aumentare ulteriormente le liste d’attesa.

Investimenti per le Case di comunità

Contestualmente al nuovo tariffario è stato approvato anche un decreto che mette a disposizione 235 milioni di euro destinati all’acquisto di apparecchiature diagnostiche per le oltre 1.200 Case di comunità finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Le risorse serviranno per acquistare strumenti come elettrocardiografi, spirometri e altre apparecchiature di prima diagnostica. Sarà così rafforzata l’assistenza sanitaria territoriale e migliorando l’accesso alle cure, soprattutto nelle aree interne, nelle piccole isole e nelle periferie urbane.

Le Regioni avranno novanta giorni di tempo per presentare i propri programmi di utilizzo dei fondi.

Servono più medici e infermieri

Nel corso della stessa riunione è stato inoltre definito il fabbisogno formativo del personale sanitario per il prossimo anno accademico. La programmazione indica la necessità di oltre 20.800 medici e circa 25.500 infermieri, oltre a migliaia di altri professionisti tra odontoiatri, farmacisti, veterinari, biologi, chimici e fisici.

Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha infine ribadito che nella prossima legge di bilancio verranno richieste ulteriori risorse per aumentare gli organici e valorizzare economicamente il personale del Servizio sanitario nazionale, considerato un passaggio fondamentale per migliorare la qualità dell’assistenza ai cittadini.

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