NO ALL’IMPORTAZIONE DI INFERMIERI, SEPE: “AUMENTIAMO GLI STIPENDI PER ESSERE PIÙ ATTRATTIVI”

C'è carenza di infermieri nelle Aziende sanitarie bolognesi: l'intervento del Segretario Alfredo Sepe in merito
infermieri

In Emilia-Romagna tiene banco la questione dell’importazione di infermieri dall’estero. Al Rizzoli ed al Sant’Orsola, infatti, c’è carenza di personale infermieristico, motivo per cui entro fine anno potrebbero già prendere servizio dei professionisti provenienti dall’India.

Il quadro attuale del personale sanitario a Bologna

Le aziende sanitarie del territorio bolognese stanno attraversando una grave crisi, causata dalla carenza di personale sanitario, come più volte denunciato dalla Fials. I fattori scatenanti sono da ricercare non solo nella crisi di vocazione professionale ma anche nelle molteplici difficoltà che attanagliano la sanità in quel di Bologna. In particolare: carichi di lavoro elevati, mancata prospettiva di sviluppo professionale, difficoltà a fruire di ferie, congedi e permessi. Per non parlare dello straordinario maturato ma non pagato.

A questo si aggiunge l’emergenza casa, il mancato investimento da parte delle Aziende in politiche abitative in favore dei dipendenti, come d’altronde non ci sono prospettive chiare sul welfare integrativo. Senza dimenticare che il blocco di 5 anni alla mobilità, imposto dalle Aziende sanitarie di Bologna ai neo assunti, costituisce il maggior deterrente per la presa in servizio di infermieri e professioni sanitari.

Le proposte del Segretario Sepe per risolvere la “crisi infermieri”

Il Segretario Regionale Fials Emilia-Romagna, Alfredo Sepe, è intervenuto per dire la sua a riguardo: “Le Aziende dovrebbero attuare politiche abitative chiare per i neo assunti. Così come inserire nei bandi di concorso la voce relativa ad un aumento della produttività individuale, consentendo così ai lavoratori di ottenere dai 150 ai 200 euro. Bisogna potenziare il discorso salariale per essere più attrattivi sul mercato del lavoro. Senza dimenticare la possibilità di attingere da altre graduatorie sanitarie dislocate sul territorio nazionale, puntando così su professionisti made in Italy”.

Redazione Sanità Oggi

Iscriviti alla newsletter