Medici 2040: la partita sulla futura tenuta dei sistemi sanitari europei si gioca già oggi, nelle università e nelle scelte sulla formazione. Italia e Francia stanno ampliando in modo significativo l’accesso agli studi medici, nel tentativo di rispondere alla carenza di professionisti, ai pensionamenti e alle difficoltà che molti territori incontrano nel garantire assistenza. Ma aumentare gli ingressi non basta: chi comincia oggi il percorso universitario entrerà pienamente nel sistema sanitario tra molti anni, quando fabbisogni e organizzazione potrebbero essere profondamente diversi.
In Francia sono stati programmati per il 2026 oltre 10mila posti destinati agli interni di Medicina, con un incremento consistente rispetto all’anno precedente. Una quota rilevante è riservata alla medicina generale, mentre vengono rafforzati anche settori considerati strategici come psichiatria, pediatria e medicina d’emergenza.
Medici 2040, l’Italia aumenta gli ingressi
Anche l’Italia ha accelerato sulla formazione. I posti disponibili nei corsi di Medicina hanno superato quota 24mila nell’anno accademico 2025/2026, con una crescita molto marcata rispetto a pochi anni prima. Il nuovo sistema di accesso attraverso il semestre aperto conferma la volontà di allargare la platea degli aspiranti medici.
La questione, tuttavia, riguarda soprattutto la capacità di programmare. Formare molti professionisti senza stabilire quali specializzazioni e quali territori avranno maggiore necessità di personale potrebbe creare nuovi squilibri. Il rischio è ritrovarsi con un numero elevato di specialisti in alcune discipline e continuare ad avere difficoltà nel reperire medici di famiglia, professionisti dell’emergenza o personale disposto a lavorare nelle aree meno attrattive.
La nuova banca dati realizzata dal Ministero della Salute con Istat e Co.Ge.A.P.S., che fotografa quasi 217mila specialisti attivi nel 2024, può diventare uno strumento importante per orientare le decisioni.
Medici 2040, il nodo degli infermieri
Il problema europeo, peraltro, non riguarda esclusivamente i camici bianchi. Le stime internazionali continuano a indicare una forte pressione sulla disponibilità complessiva di personale sanitario. A preoccupare è soprattutto lo squilibrio tra professioni.
Negli ultimi anni la crescita dei nuovi laureati in Medicina nell’Unione europea è stata decisamente più rapida rispetto a quella registrata nell’infermieristica. In prospettiva, quindi, gli ospedali potrebbero avere più medici senza riuscire a trovare un numero sufficiente di infermieri.
Medici 2040 tra intelligenza artificiale e pensionamenti
A rendere più complessi i calcoli contribuirà anche l’intelligenza artificiale. Automazione, telemedicina e strumenti digitali potrebbero alleggerire una parte delle attività diagnostiche, amministrative e organizzative. Parallelamente, però, l’invecchiamento della popolazione aumenterà la domanda di cure e assistenza continuativa.
C’è infine la mobilità internazionale. In molti Paesi europei una parte consistente del personale arriva dall’estero, creando un mercato del lavoro sanitario sempre più interconnesso.
La sfida dei medici 2040, dunque, non consiste semplicemente nell’aprire più posti universitari. Servirà stabilire quanti professionisti formare, quali competenze privilegiare e soprattutto dove saranno necessari. Perché il vero rischio non è soltanto avere troppi o troppo pochi medici: è averli nel posto sbagliato.
