MANCATO CONTEGGIO DELLO STRAORDINARIO: FIALS CONTRO LE AZIENDE OSPEDALIERE

Fials

Dall’inizio del 2023 non vengono, correttamente, riconosciute le ore di lavoro straordinario nei festivi eseguite da tutti i dipendenti del comparto sanità. In particolare, pare che non vengano conteggiate, e quindi risultano non pagate, le frazioni di ore di servizio prestate nei giorni festivi. La Fials, con una missiva rivolta alle aziende ospedaliere bolognesi, ha invitato le stesse a rilevare l’errore del sistema informatico di calcolo delle ore di straordinario e porre rimedio quanto prima possibile. In caso di diniego o di mancato riscontro entro cinque giorni, la scrivente Organizzazione Sindacale valuterà di adire a tutela dei propri iscritti tutte le sedi giudiziarie competenti senza ulteriore preavviso e senza escludere la possibilità di adire l’ITL di Bologna.

Mancato conteggio straordinario, le dichiarazioni del dirigente sindacale Sodano

Aniello Sodano, dirigente sindacale Fials, è intervenuto sul tema dichiarando: “In un momento così difficile per i lavoratori del comparto sanità, in Italia e, in particolar modo, in Emilia-Romagna dove sia sul territorio dell’area metropolitana che su quello regionale sono emerse gravi criticità. C’è carenza di organico, le Aziende fanno fatica a reclutare personale. Ma va sottolineato come le stesse non mettano in atto azioni significative per fidelizzare i dipendenti nè per garantire loro adeguati standard lavorativamente parlando. Ciò si aggiunge al mancato riconoscimento delle frazioni orarie di straordinario nei giorni festivi. Se sommate a carattere nazionale, ricordo, che sono un quantitativo non indifferente di ore che le aziende non pagano ai propri dipendenti. Ciò finisce per arrecare un danno ai lavoratori”.

Fials al fianco dei lavoratori

Sodano ha tratteggiato il quadro della situazione, aggiungendo: “A completamento del discorso non dimentichiamo la mancata applicazione del welfare, così come il problema delle aggressioni subite dal personale. Nè tantomeno i problemi legati ai turni di lavoro, degli alloggi o degli stipendi”. 

Redazione Sanità Oggi

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