L’EMILIA-ROMAGNA DICE “NO” AL RIMBORSO, SEPE: “CLAMOROSO AUTOGOL DI BONACCINI”

Rimborso ai cittadini per le prestazioni tramite i privati, qual è la situazione? La Fials si è esposta così a riguardo
rimborso

In Emilia-Romagna tiene banco la questione rimborso delle prestazioni specialistiche effettuate tramite il settore privato, quando il pubblico non riesce a garantire le stesse nei tempi previsti. La Regione ha detto “no”, creando un disagio ai cittadini.

 Questione rimborso, cosa prevede la legge

Nel momento in cui l’attesa della prestazione richiesta dall’utente si prolunga oltre i termini prefissati, quest’ultimo può chiedere che la stessa venga effettuata nell’ambito dell’attività libero professionale intramuraria. La relativa spesa è da addebitare all’Azienda sanitaria in questione, escluso il costo del ticket. Ma la Regione emiliano-romagnola ha risposto “picche”: nel rispetto dei piani regionali vigenti, infatti, non applica tale modalità di rimborso.

Rimborso in ER, cosa dicono i piani regionali

Attraverso la Delibera di Giunta Regionale n. 620 del 15 aprile 2024 è stato introdotto un piano regionale che prevede la “prelista”. Quest’ultima dovrebbe consentire all’Azienda sanitaria di fissare la visita al cittadino che ne fa richiesta, rispettandone la priorità prevista dalla prescrizione.

La posizione della Fials

Alfredo Sepe, Segretario Regionale Fials Emilia-Romagna, fa sapere a riguardo: “Bonaccini dice che i 30 milioni di euro provengono da fondi regionali ma, in realtà, sono nazionali. I cittadini, dopo aver sborsato soldi per pagare prestazioni che la sanità pubblica non è riuscita a garantire, non riceveranno alcun rimborso. Questo è un clamoroso autogol del Governatore”.

Redazione Sanità Oggi

Iscriviti alla newsletter