La carenza infermieri sta diventando uno dei nodi più difficili da affrontare per il Servizio sanitario nazionale. Non si tratta soltanto di coprire i turni negli ospedali: il problema riguarda il futuro stesso dell’assistenza, proprio mentre l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche richiedono una presenza sanitaria sempre più capillare.
Carenza infermieri, il problema parte dagli organici
In Italia gli infermieri dipendenti risultavano circa 277mila secondo i dati 2023 richiamati dalla FNOPI, con un rapporto di circa 4,7 professionisti ogni mille abitanti. Un livello che evidenzia la distanza rispetto a diversi Paesi dell’area OCSE.
La situazione, però, non è uniforme. Esistono territori nei quali reperire personale è particolarmente complicato e aziende sanitarie costrette a confrontarsi con concorsi scarsamente partecipati, trasferimenti e difficoltà nella programmazione dei turni.
Il risultato può tradursi in maggiore pressione sui professionisti rimasti in servizio, soprattutto nei reparti caratterizzati da elevata intensità assistenziale.
Carenza infermieri e sanità territoriale
La trasformazione dell’assistenza rende il problema ancora più urgente. Case della Comunità, Ospedali di Comunità, cure domiciliari e telemedicina possono rappresentare strumenti importanti per ridurre la pressione sugli ospedali, ma hanno bisogno di professionisti.
L’infermiere assume un ruolo centrale nella gestione delle cronicità, nel controllo delle terapie, nell’educazione sanitaria e nel monitoraggio dei pazienti fragili. Senza organici adeguati, il rischio è avere nuove strutture e nuovi modelli organizzativi senza sufficienti risorse umane per renderli pienamente operativi.
FIALS: servono condizioni di lavoro più sostenibili
Sul tema delle difficoltà degli organici interviene da tempo anche FIALS, che richiama l’attenzione sulla necessità di valorizzare concretamente il personale sanitario. Per il sindacato, il rafforzamento del SSN passa anche attraverso assunzioni, riconoscimento economico, sicurezza, migliori condizioni organizzative e percorsi professionali capaci di trattenere le competenze. La questione, quindi, non riguarda esclusivamente quanti infermieri entrano nel sistema, ma anche quanti decidono di restarvi.
Carenza infermieri, perché i giovani scelgono altre strade
Un altro segnale arriva dalle università. In alcune tornate di ammissione i posti disponibili nei corsi di laurea in Infermieristica non sono stati completamente coperti. Una tendenza che pone un interrogativo sull’attrattività della professione.
Turni notturni e festivi, responsabilità crescenti, aggressioni, stress e difficoltà nel conciliare vita privata e lavoro possono incidere sulle scelte dei giovani. A questo si aggiunge la richiesta di prospettive economiche e professionali maggiormente competitive.
Carenza infermieri, la sfida dei prossimi anni
Investire soltanto in tecnologie e strutture non sarà sufficiente. Un ospedale moderno ha bisogno di apparecchiature avanzate, ma soprattutto di professionisti capaci di assistere continuamente il paziente.
Contrastare la carenza infermieri significa quindi intervenire su retribuzioni, carriera, formazione, sicurezza e organizzazione. Rendere nuovamente attrattiva questa professione sarà una delle condizioni essenziali per garantire al SSN personale sufficiente e un’assistenza realmente accessibile.
