IA CONTRO I TUMORI, NUOVA FRONTIERA

Uno studio coordinato dalla Columbia University sperimenta un approccio che utilizza intelligenza artificiale, analisi dell’Rna e combinazioni di farmaci per colpire contemporaneamente le diverse popolazioni cellulari dei tumori. I primi obiettivi sono il carcinoma pancreatico e il glioblastoma.

L’IA contro i tumori potrebbe aprire una nuova fase nella ricerca oncologica, soprattutto per le neoplasie più aggressive e difficili da trattare. Un gruppo internazionale composto da 28 scienziati, coordinato dalla Columbia University, ha sviluppato un modello che combina intelligenza artificiale, analisi dell’Rna, robotica e biologia dei sistemi. L’obiettivo non è soltanto rallentare la progressione della malattia, ma individuare combinazioni terapeutiche capaci di agire contemporaneamente sulle diverse componenti del tumore.

La ricerca, pubblicata su Nature Genetics, è guidata dallo scienziato italiano Andrea Califano, docente di Biologia dei sistemi e Biologia chimica alla Columbia University. Al progetto partecipano anche il ricercatore Pasquale Laise e il laboratorio diretto da Ken Olive.

IA contro i tumori: come cambia la terapia

Il nuovo metodo parte da un principio preciso: una massa tumorale non è formata da cellule tutte uguali. Al suo interno convivono più popolazioni cellulari, ognuna dotata di caratteristiche proprie e di specifici meccanismi di sopravvivenza. Questa varietà può limitare l’efficacia delle terapie tradizionali, perché alcune cellule riescono a sfuggire ai farmaci e, nel tempo, a ricostruire la malattia.

Gli studiosi vogliono quindi individuare i cosiddetti “master regulators”, proteine che funzionano come centri di comando delle cellule maligne. Attraverso l’analisi dell’Rna e sofisticati sistemi informatici è possibile ricostruire le reti che regolano ciascuna popolazione tumorale e riconoscerne i punti deboli.

La strategia prevede l’impiego di più medicinali, scelti per disattivare simultaneamente le differenti cabine di regia. Alcune delle molecole considerate sono già disponibili, elemento che potrebbe rendere più rapido lo sviluppo delle future sperimentazioni.

IA contro i tumori aggressivi

L’attenzione iniziale si concentra sul carcinoma del pancreas e sul glioblastoma, patologie caratterizzate da prognosi particolarmente complesse e da una notevole capacità di sviluppare resistenza ai trattamenti.

Nel tumore pancreatico sono state riconosciute sei principali popolazioni cellulari, ricorrenti nei diversi pazienti. Nei glioblastomi pediatrici ne sarebbero state individuate sette. Ogni gruppo presenta regolatori specifici e vulnerabilità che potrebbero essere colpite con una combinazione personalizzata di farmaci.

La difficoltà maggiore consiste nell’intervenire su tutte le popolazioni presenti. Anche un solo gruppo cellulare sopravvissuto potrebbe infatti moltiplicarsi nuovamente e provocare la ripresa della malattia.

Una prospettiva ancora sperimentale

La tecnologia sarà sviluppata operativamente anche attraverso DarwinHealth, società biotecnologica nata nell’ambiente della Columbia University. Supercomputer e piattaforme robotiche saranno utilizzati per selezionare le combinazioni farmacologiche considerate più promettenti.

La prospettiva è rilevante, ma richiede prudenza. Saranno necessari ulteriori studi e sperimentazioni cliniche prima che queste terapie possano diventare accessibili su vasta scala. L’intelligenza artificiale non rappresenta dunque una cura immediata, ma uno strumento capace di accelerare l’analisi biologica e orientare con maggiore precisione la ricerca oncologica.

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