EMERGENZA TERRITORIALE BOLOGNA, FIALS DIFFIDA L’AUSL: «LA RIORGANIZZAZIONE NON PUÒ ESISTERE SOLO SULLA CARTA»

FIALS Emilia-Romagna diffida l’AUSL di Bologna e chiede chiarimenti sull’impiego degli infermieri dopo la riorganizzazione dell’emergenza territoriale cittadina. Il sindacato sollecita criteri trasparenti, percorsi formativi e un confronto entro sette giorni.

FIALS Emilia-Romagna ha inviato una formale diffida all’AUSL di Bologna sull’organizzazione dell’emergenza territoriale in città e sulle modalità di impiego del personale infermieristico dopo l’entrata in vigore del nuovo assetto. Il sindacato chiede di sapere se la riorganizzazione approvata dall’Azienda trovi effettiva applicazione nell’attività quotidiana.

Il provvedimento aziendale ha trasferito la gestione dell’emergenza territoriale di Bologna città alla UO Pronto Soccorso – Medicina d’Urgenza ed Emergenza Territoriale Bologna, con l’obiettivo dichiarato di costruire un modello più coerente con quello già presente negli ambiti Spoke. Dal 1° settembre 2026 è stata inoltre soppressa la precedente articolazione «UA 118 Centrale – Territorio Città di Bologna».

Secondo le segnalazioni ricevute da FIALS, però, sul piano operativo continuerebbe a essere applicato sostanzialmente il vecchio modello: il personale infermieristico proveniente dalla Centrale Operativa 118 sarebbe ancora privilegiato nell’attività territoriale, mentre gli infermieri del Pronto Soccorso rischierebbero di rimanere ai margini del nuovo sistema. Si tratta di circostanze sulle quali il sindacato chiede una risposta formale all’Azienda.

Emergenza territoriale Bologna, Sepe chiede gli atti e i criteri di impiego

«Se queste informazioni saranno confermate – dichiara Alfredo Sepe, segretario regionale FIALS Emilia-Romagna – vogliamo sapere immediatamente sulla base di quale atto, disposizione o criterio professionale venga mantenuta questa organizzazione. Non è possibile approvare una riorganizzazione e poi, nella pratica quotidiana, continuare come se nulla fosse cambiato».

Con la diffida, FIALS chiede all’AUSL di rendere noti gli atti che regolano dal 1° settembre l’emergenza territoriale di Bologna città, i criteri utilizzati per individuare il personale da impiegare sui mezzi di soccorso e le eventuali rotazioni tra Centrale Operativa, Pronto Soccorso e territorio. Il sindacato vuole inoltre conoscere i requisiti formativi richiesti e le eventuali differenze nell’offerta formativa garantita ai diversi gruppi di professionisti.

Formazione degli infermieri nell’emergenza territoriale Bologna

Per FIALS, la formazione è uno dei punti centrali della vicenda. Se per gli infermieri del Pronto Soccorso sono necessarie competenze aggiuntive per operare sul territorio, sostiene il sindacato, l’Azienda deve definire e garantire i percorsi per acquisirle.

«Qualcuno pensa di sostenere che gli infermieri del Pronto Soccorso abbiano una formazione inferiore rispetto al personale della Centrale? Se esiste realmente un gap formativo, l’Azienda deve individuarlo, documentarlo e soprattutto colmarlo. La formazione non può diventare uno strumento permanente di esclusione professionale».

Secondo FIALS, occorre chiarire perché professionisti che ogni giorno lavorano in Pronto Soccorso, affrontando anche centinaia di accessi e situazioni di emergenza-urgenza, non debbano essere messi nelle condizioni di acquisire le competenze necessarie per l’attività territoriale.

«Non accetteremo compartimenti stagni né corsie preferenziali – prosegue Sepe –. Gli accessi all’attività territoriale devono avvenire sulla base di criteri trasparenti, oggettivi e professionalmente verificabili, garantendo a tutti gli operatori interessati adeguati percorsi formativi».

Emergenza territoriale Bologna, chiesto un confronto entro sette giorni

FIALS sollecita l’apertura immediata di un confronto sindacale, prima che si consolidino ulteriori scelte organizzative su turnazioni, assegnazioni, mobilità funzionale e formazione del personale.

«La riorganizzazione dell’emergenza non può esistere soltanto sulla carta. Se l’Azienda ha deciso di integrare Pronto Soccorso ed emergenza territoriale, ci dica come intende farlo concretamente anche per il personale del comparto. Se invece vuole continuare con il vecchio modello, dovrà spiegare formalmente perché».

Il sindacato ha chiesto una convocazione entro sette giorni e si riserva, in assenza di risposte adeguate, ulteriori iniziative sindacali e giudiziarie a tutela dei lavoratori e delle prerogative sindacali.

Iscriviti alla newsletter