La disidratazione con il caldo è uno dei rischi da non sottovalutare durante le giornate estive segnate da temperature elevate e forte umidità. Aspettare di sentire sete prima di bere può non essere sufficiente, soprattutto per anziani, bambini e persone che trascorrono molte ore all’aperto. Quando fa molto caldo, infatti, l’organismo aumenta la produzione di sudore per disperdere calore e mantenere stabile la temperatura corporea. Insieme all’acqua vengono però persi anche sali minerali indispensabili per il corretto funzionamento di muscoli, sistema nervoso e apparato cardiovascolare.
DISIDRATAZIONE CON IL CALDO: QUANTA ACQUA SERVE
Il fabbisogno di liquidi cambia in base a peso, età, alimentazione, attività fisica e condizioni ambientali. Come riferimento generale, per un adulto si può considerare un apporto complessivo di circa 30-35 millilitri di acqua per ogni chilogrammo di peso corporeo. Una persona di 60 chili, ad esempio, arriva indicativamente a 1,8-2,1 litri al giorno, considerando anche l’acqua contenuta negli alimenti.
Con temperature elevate e intensa sudorazione, tuttavia, le necessità possono aumentare sensibilmente. Chi pratica attività fisica o lavora all’aperto deve prestare ancora maggiore attenzione alle perdite di liquidi.
Meglio bere regolarmente durante la giornata, senza concentrare grandi quantità di acqua in una sola volta. Un contributo importante arriva anche dall’alimentazione: anguria, melone, pomodori, cetrioli e altra frutta e verdura estiva contengono elevate percentuali di acqua.
DISIDRATAZIONE CON IL CALDO: I CAMPANELLI D’ALLARME
Il corpo può mostrare abbastanza rapidamente che qualcosa non va. Tra i segnali da osservare ci sono bocca secca, urine più scure e meno frequenti, stanchezza insolita, mal di testa, debolezza, capogiri e difficoltà di concentrazione. Durante o dopo uno sforzo possono inoltre comparire crampi muscolari.
Particolare prudenza è necessaria per gli anziani, nei quali lo stimolo della sete può essere meno evidente, e per i bambini, che possono andare incontro più rapidamente a uno squilibrio dei liquidi.
QUANDO LA DISIDRATAZIONE CON IL CALDO DIVENTA PERICOLOSA
Se le perdite continuano senza essere compensate, i disturbi possono diventare più importanti. Possono manifestarsi nausea, forte debolezza, abbassamento della pressione e accelerazione del battito cardiaco.
La situazione diventa particolarmente seria quando compaiono confusione, alterazione dello stato di coscienza o temperatura corporea molto elevata: possono essere segnali di una grave malattia da calore e richiedono una valutazione sanitaria urgente.
La prevenzione passa soprattutto da comportamenti semplici: bere con regolarità, evitare l’esposizione e gli sforzi nelle ore più calde, cercare ambienti freschi e aumentare l’attenzione verso le persone fragili. Anche alcolici e bevande molto zuccherate non dovrebbero essere considerati sostituti dell’acqua.
