BOLOGNA CITTÀ 30, FIALS ATTACCA: “A RISCHIO I SERVIZI ASSISTENZIALI DI EMERGENZA-URGENZA!”

Bologna città 30 rischia di creare gravi problemi al personale che lavora in ambito sanitario nei vari nosocomi della città emiliana
Bologna città 30

La questione “Bologna città 30” tiene banco sul territorio bolognese, compreso l’ambito ospedaliero. Negli ospedali bolognesi esiste l’istituto della reperibilità. Il personale sanitario reperibile deve raggiungere le strutture ospedaliera entro trenta minuti dalla chiamata del nosocomio per rispondere alle esigenze urgenti dei pazienti, soprattutto nelle sale operatorie e nei servizi ad alta complessità assistenziale. Il personale usa il proprio veicolo per raggiungere la struttura, visto il tempo stringente. Ma la zona 30 rischia di rallentare il raggiungimento del luogo di lavoro, con tutti i rischi del caso per i pazienti in attesa di cure. Questo discorso riguarda tutto il personale medico e sanitario degli ospedali bolognesi.

Bologna città 30: la posizione della Fials

Alfredo Sepe, Segretario Regionale Fials Emilia-Romagna, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni su tema “Bologna città 30”: “Non è ancora chiaro come verranno gestiti gli interventi urgenti di ambulanze e auto mediche, che per urgenza non possono viaggiare a 30km orari. Senza dimenticare che rischiano anche di rimanere imbottigliati nel traffico, mettendo a rischio anche la vita dei cittadini. Un altro problema è il personale che raggiuge in autobus l’ospedale a causa della carenza di parcheggi nelle zone limitrofe degli ospedali della nostra città. Viaggiare a 30km orari significa triplicare il tempo di viaggio casa – lavoro, con tutti i risvolti del caso inerenti la continuità assistenziale, ritardi e stress da lavoro correlato. Il Comune non solo non mette posti auto a disposizione del personale sanitario, ma raddoppia i problemi dei professionisti che lavorano in un settore strategico come la sanità, già martoriata da tagli e riorganizzazioni varie”.

Le richieste dell’O. S.

Il Segretario conclude presentando le richieste della suddetta Organizzazione Sindacale: “Chiediamo al Sindaco di fare marcia indietro. In caso contrario siamo pronti a scendere in piazza ed a protestare al primo consiglio comunale, insieme a tutti i professionisti sanitari della sanità bolognese”. 

Redazione Sanità Oggi 

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