I conti dell’AUSL di Bologna migliorano, ma per FIALS Emilia-Romagna restano ancora diversi nodi da chiarire. A partire dai crediti da recuperare e dalla liquidità aziendale, fino alle possibili conseguenze del piano di riequilibrio sul personale sanitario, sulle assunzioni e sull’organizzazione dei servizi. Il sindacato interviene dopo le notizie emerse sulla situazione economico-finanziaria dell’Azienda sanitaria bolognese e chiede ad AUSL e Regione Emilia-Romagna di rendere disponibili dati aggiornati e facilmente verificabili. «Su una materia così delicata non servono né propaganda né rassicurazioni generiche: servono numeri, trasparenza e soprattutto garanzie sul futuro dei servizi e del personale», afferma Alfredo Sepe, segretario regionale FIALS Emilia-Romagna.
Bilancio AUSL Bologna 2025: perdita ridotta a 9,5 milioni
Il bilancio consuntivo 2025 dell’AUSL di Bologna si è chiuso con una perdita di circa 9,5 milioni di euro, quasi dimezzata rispetto ai 18,47 milioni di deficit registrati nel 2024.
Anche il quadro complessivo della sanità regionale mostra un miglioramento. Il disavanzo sanitario dell’Emilia-Romagna per il 2025 si attesta infatti intorno ai 54 milioni di euro, contro i circa 194 milioni dell’anno precedente. Una riduzione significativa, che tuttavia, secondo FIALS, non consente di considerare superate le criticità accumulate negli anni.
Il sindacato chiede soprattutto di conoscere quali strumenti verranno utilizzati per proseguire il percorso di riequilibrio e quali conseguenze potranno esserci per lavoratori e cittadini.
Crediti AUSL Bologna, FIALS chiede chiarezza sui 54,8 milioni
Tra i punti sui quali FIALS sollecita chiarimenti c’è quello dei crediti dell’AUSL di Bologna risalenti al 2020 e agli anni precedenti.
Il sindacato richiama una cifra complessiva di circa 54,8 milioni di euro, una parte consistente della quale sarebbe legata alle anticipazioni concesse durante l’emergenza Covid alle strutture private accreditate. Per FIALS è necessario conoscere quanto sia stato effettivamente recuperato, quali piani di rientro siano ancora in corso e quali tempi siano previsti per il recupero delle somme residue. La richiesta è quindi quella di ricostruire con precisione la situazione contabile, evitando che il dibattito pubblico sia alimentato da cifre differenti o non immediatamente confrontabili.
Liquidità e anticipazioni di cassa: «Servono dati trasparenti»
Un ulteriore capitolo riguarda la liquidità dell’AUSL di Bologna e il ricorso alle anticipazioni di cassa. FIALS richiama i dati pubblicati da Intercent-ER nel giugno 2026, sottolineando come alcune cifre non sembrerebbero coincidere con quelle circolate nel dibattito degli ultimi giorni. Da qui la richiesta rivolta all’Azienda sanitaria e alla Regione di rendere pubblici in maniera chiara l’ammontare delle anticipazioni effettivamente utilizzate, gli eventuali interessi sostenuti e l’andamento dei pagamenti ai fornitori. FIALS: «Il risanamento non si faccia sulle spalle del personale sanitario» Per il sindacato, tuttavia, il punto centrale non riguarda soltanto la lettura dei bilanci. La domanda è soprattutto come verrà realizzato il risanamento dell’AUSL di Bologna e quali effetti potrà produrre sull’organizzazione sanitaria.
FIALS mette in guardia dal rischio che il riequilibrio economico possa tradursi in una riduzione delle risorse destinate al personale.
«Non accetteremo che il riequilibrio dei bilanci venga ottenuto attraverso il blocco delle assunzioni, la mancata sostituzione del personale, l’aumento dei carichi di lavoro, il ricorso sistematico a straordinari e doppi turni, la riduzione dei posti letto o il ridimensionamento dei servizi», sottolinea Sepe. Il timore è che le misure di contenimento della spesa possano incidere su una situazione già complessa per infermieri, OSS, tecnici, amministrativi e professionisti sanitari.
Emergenza-urgenza a Bologna, il nodo di mezzi ed equipaggi.
Secondo i dati richiamati dal sindacato, la dotazione complessiva sarebbe di 25 ambulanze e 21 automediche sul territorio provinciale, mentre nel Comune di Bologna risulterebbero operative due automediche. Per il sindacato, tuttavia, il dato numerico sui mezzi non basta per valutare l’efficienza del servizio.
Occorre verificare la distribuzione territoriale delle ambulanze e delle automediche e, soprattutto, la disponibilità effettiva degli equipaggi sanitari in relazione alla popolazione servita, ai volumi di attività e ai tempi di intervento.
FIALS chiede un tavolo con AUSL Bologna e Regione Emilia-Romagna
La richiesta finale è l’apertura immediata di un tavolo di confronto tra FIALS, AUSL Bologna e Regione Emilia-Romagna. Sul tavolo dovrebbero arrivare dati aggiornati sui crediti ancora da recuperare, sui pagamenti ai fornitori, sulla situazione della liquidità aziendale e sulle spese per il personale. Ma soprattutto, secondo FIALS, occorre chiarire quale sarà l’impatto concreto del piano di riequilibrio sulle assunzioni, sugli organici e sull’organizzazione dei servizi sanitari. «I lavoratori della sanità hanno già pagato negli ultimi anni un prezzo altissimo in termini di carichi di lavoro. Ferie accumulate, turni massacranti e difficoltà nel garantire quotidianamente l’assistenza», afferma Sepe. Il segretario regionale FIALS chiude quindi con un messaggio netto: «Non saranno infermieri, OSS, tecnici, amministrativi e professionisti sanitari a diventare il bancomat con cui ripianare i conti. Se i conti migliorano, quelle risorse devono tradursi in assunzioni, sicurezza, valorizzazione del personale e servizi migliori per i cittadini. Su questo FIALS non farà passi indietro».
