EMERGENZA SICUREZZA PER GLI OPERATORI SANITARI DELLA “DOZZA”, LA FIALS: “CHIEDEREMO UN INCONTRO AL DIRETTORE DEL CARCERE”

Viaggio nelle condizioni lavorative degli operatori sanitari che lavorano nel carcere Dozza: Fials al loro fianco
carcere

Il 5 giugno si è tenuta un’assemblea in carcere, nella Casa Circondariale di “Bologna” Dozza, a cui hanno preso parte molti lavoratori operanti nella citata struttura. Nel corso della quale sono emerse molteplici criticità, soprattutto in ambito sicurezza. A cominciare dal nome e dal cognome dell’operatore presente sulle divise di ognuno e, quindi, reso pubblico. Senza dimenticare i carichi di lavoro elevati a cui sono sottoposti gli Oss.

Assemblea sindacale in carcere, le dichiarazioni di Sodano

Aniello Sodano, dirigente sindacale Fials Bologna, che ha preso parte all’assemblea sindacale in carcere, ha evidenziato quanto segue: “La Fials chiede, in primis, che vengano eliminati nome e cognome dalle divise degli operatori. Senza dimenticare il fatto che, spesso e volentieri, viene chiesto loro di svolgere mansioni non di loro competenza. Bisogna tenere in considerazione il fatto che gli operatori sanitari hanno una visione del detenuto in quanto paziente mentre le guardie carcerarie hanno una visione dello stesso in quanto tale”.

Operatori sanitari, la situazione in carcere

Sodano, inoltre, aggiunge ancora: “Sono emerse anche altre problematiche, stavolta inerenti i tecnici della riabilitazione psichiatrica. I quali lamentano il fatto di non essere messi in condizione di svolgere adeguatamente il loro lavoro”. Quindi il focus si è spostato sull’assenza di telecamere in una delle zone del carcere, la zona Girasole: “Gli operatori chiedono a gran voce che venga installata almeno una telecamera al fine di garantire loro la sicurezza necessaria. Cui va aggiunta la richiesta di poter avere con sè il telefono cellulare per comunicare con l’esterno, anche e soprattutto in caso di emergenze familiari. Senza dimenticare l’assenza di servizi sanitari”. 

La posizione della Fials

Il Sindacato Fials porterà queste problematiche all’attenzione dei vertici aziendali ma anche allo stesso Direttore del carcere, chiedendo un incontro per esporre le suddette problematiche. Chiosa Sodano: “Siamo consapevoli di quanto sia difficile lavorare all’interno di un carcere. Però, facendo piccoli passi, crediamo che si possano ottenere buoni risultati per tutte le parti chiamate in causa”.

Redazione Sanità Oggi 

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