L’asma infantile è una delle patologie croniche più diffuse tra i bambini e rappresenta una delle principali cause di accesso ai servizi sanitari pediatrici. Da anni molte famiglie si interrogano sul possibile ruolo degli animali domestici, in particolare dei gatti, nello sviluppo o nel peggioramento dei sintomi respiratori. Oggi una nuova ricerca internazionale offre però risultati rassicuranti per chi vive con un felino in casa.
Secondo quanto riportato da Adnkronos, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Allergy non ha individuato alcuna correlazione significativa tra la presenza di gatti domestici e l’aggravamento dell’asma nei bambini già affetti dalla malattia.
ASMA INFANTILE: QUALI SONO I PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO
Gli esperti ricordano che l’asma infantile può essere influenzata da numerosi elementi ambientali e genetici. Tra i fattori più frequentemente associati alla comparsa della malattia figurano l’esposizione allo smog, il fumo passivo, alcune infezioni virali contratte durante l’infanzia, l’obesità e condizioni allergiche preesistenti come eczema e rinite allergica.
A livello globale, la diffusione dell’asma nei più giovani continua a rappresentare una sfida per i sistemi sanitari. Le stime internazionali indicano una prevalenza che supera il 9% tra i bambini e l’11% tra gli adolescenti, con differenze significative tra le diverse aree geografiche.
ASMA INFANTILE E GATTI: COSA HA SCOPERTO LA RICERCA
Per approfondire il rapporto tra animali domestici e salute respiratoria, i ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma hanno analizzato i dati di oltre 30 mila bambini di età compresa tra 4 e 17 anni, tutti con diagnosi di asma o allergie respiratorie.
I partecipanti sono stati monitorati per due anni attraverso registri sanitari nazionali, prescrizioni farmacologiche, accessi ospedalieri e test di funzionalità polmonare. Circa il 9,4% dei bambini coinvolti viveva con almeno un gatto.
L’analisi ha mostrato che la frequenza delle riacutizzazioni, il controllo della malattia e la funzionalità respiratoria risultavano sostanzialmente sovrapponibili tra chi conviveva con un gatto e chi non ne possedeva.
PERCHÉ I GATTI NON SEMBRANO PEGGIORARE L’ASMA INFANTILE
Gli studiosi ipotizzano che gli allergeni prodotti dai gatti siano ormai molto diffusi anche negli ambienti pubblici. Scuole, mezzi di trasporto e luoghi condivisi possono infatti rappresentare fonti di esposizione indiretta, indipendentemente dalla presenza dell’animale in casa.
Pur evidenziando alcuni limiti metodologici, gli autori sottolineano che i risultati ottenuti rappresentano una delle più ampie analisi mai realizzate sul tema.
La conclusione è rassicurante: per la maggior parte delle famiglie con bambini affetti da asma infantile, la convivenza con un gatto non sembra comportare un aumento del rischio di peggioramento della malattia. Una notizia importante per chi considera gli animali domestici parte integrante della vita familiare.
