ACCESSO A MEDICINA SENZA TEST, NESSUN BOOM DI ISCRIZIONI: LE DONNE SONO IL 70%

Il primo anno di accesso a Medicina senza test non ha prodotto un’impennata di iscrizioni: 53.825 studenti, il 70% donne. La nuova selezione avviene dopo il semestre aperto, con tre esami nazionali a novembre e dicembre. Previsti controlli sulle pubblicità ingannevoli dei corsi privati. (Fonte: Il Sole 24 Ore)

L’anno accademico 2025/2026 segna l’avvio ufficiale dell’accesso a Medicina senza test, ma i numeri restano stabili. Secondo Il Sole 24 Ore, gli iscritti sono 53.825, con una netta prevalenza femminile (70%). Le università con più immatricolati sono La Sapienza di Roma (4.810), Federico II di Napoli (3.140), Bologna (2.635), Padova (2.629) e Torino (2.321). Un dato leggermente inferiore rispetto ai 56.838 candidati al test del luglio 2024, probabilmente a causa del nuovo meccanismo selettivo e della percezione di maggiore difficoltà nel superare gli esami successivi.

Accesso a Medicina senza test: come funziona il semestre aperto

La riforma prevede che la selezione avvenga dopo alcuni mesi di corsi comuni, permettendo a tutti di frequentare il primo semestre. I posti disponibili sono poco più di 24mila. Per proseguire, gli studenti devono superare tre esami: Chimica e propedeutica biochimica, Fisica e Biologia, ognuno da 6 CFU. Le prove, uguali in tutta Italia, si terranno in contemporanea: prima sessione il 20 novembre, seconda il 10 dicembre.

Ogni prova comprende 31 quesiti (15 a risposta multipla e 16 a completamento) da svolgere in 45 minuti. È necessario ottenere almeno 18/30 in ciascuna materia per entrare in graduatoria nazionale. Il punteggio finale determinerà l’accesso al secondo semestre e, in caso di parità, prevarrà la media complessiva.

La graduatoria nazionale e le alternative

Il punteggio complessivo sarà utilizzato per la graduatoria nazionale. Chi non rientra nei posti disponibili, ma ha superato tutti gli esami, potrà iscriversi a corsi di laurea affini come Biotecnologie, Scienze biologiche o Infermieristica, evitando così di perdere l’anno. Questa possibilità, spiegano gli atenei, mira a ridurre l’abbandono e a mantenere alto il livello di formazione.

Controlli su pubblicità ingannevoli

Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha segnalato all’Antitrust e alla Procura di Roma pratiche commerciali scorrette da parte di società private che offrono corsi di preparazione. Alcune hanno promesso percentuali di successo quasi totali, senza basi statistiche reali, dato che il semestre aperto è una novità assoluta. Il ministro Bernini invita gli studenti a diffidare di offerte “miracolose” e a informarsi solo tramite canali ufficiali.

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