100.000 EURO ANNUI AL DIRETTORE ASSISTENZIALE: DOVE SONO I SOLDI PER I LAVORATORI?

Polemica nell'ambito della sanità in Emilia-Romagna, la prima regione italiana ad introdurre la figura del Direttore Assistenziale
direttore assistenziale

Non ci sono soldi per aumentare gli stipendi nè per assumere personale o per le stabilizzazioni. Tantomeno per pagare gli straordinari, per garantire le ferie a tutti, ma per inventarsi la figura del Direttore Assistenziale, i soldi ci sono eccome. Stipendi da oltre 100.000 euro l’anno per i Direttori delle professioni Sanitarie, nominati in territorio reggiano e modenese nella giornata di ieri. Avranno il compito di sviluppare modelli organizzativi innovativi, nuove competenze delle professioni sanitarie, con l’obiettivo di favorire le autonomie professionali e le capacità degli operatori sanitari. Una figura che esiste solo in Emilia-Romagna, in barba ai debiti: tanto sbandierati solo quando si tratta di tagli ai servizi per i cittadini e aumenti stipendiali per gli operatori sanitari.

La Fials si oppone all’introduzione del Direttore Assistenziale

Giuseppina Parente, sub-commissario Fials Modena, in un comunicato ufficiale ha fatto sapere: “Sarebbe questa la strategia per la salvaguardia della sanità pubblica adottata dal duo Bonaccini-Donini? E’ sempre la solita musica: dirigenti sempre più ricchi, lavoratori con stipendi vergognosi. Fials è sconcertata da questa politica scellerata ed è per questi motivi che sta protestando davanti a tutti gli ospedali emiliano-romagnoli con i presidi “Una tenda per aumentare gli stipendi”.

La nostra Organizzazione Sindacale non molla affatto, nonostante lo sgomento ogni volta che apprendiamo certe notizie. Ma non possiamo mollare. Lo dobbiamo al rispetto dei nostri ideali, al rispetto dei nostri valori, al rispetto per il nostro lavoro, al rispetto per l’utenza di cui siamo al servizio”. La Fials, dunque, non condivide le decisioni sulla sanità adottate dalla Regione e nelle prossime settimane continuerà a protestare h24 all’esterno di tutti i presidi ospedalieri del territorio emiliano-romagnolo, comprese le sopracitate Reggio Emilia e Modena.

Redazione Sanità Oggi

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